…il mio blog
Scritto da verdeanita il febbraio 1st, 2006 | 2 comments
ascoltando:
Sonic Youth – EVOL
Joy Division – Closer

Il mio blog … non so perché l’ho aperto. Non è stata la soluzione al diario cartaceo, anzi. Diciamo che mi ero semplicemente accorta che scrivere, senza pretesa, mi divertiva.
Quest’anno ho scoperto, con enorme sorpresa, che gran parte dei miei conoscenti non solo sapeva cos’è un blog, ma addirittura ne possedeva uno.
Io penso, sinceramente, di essere stata una delle prime ad aprirlo, e il mio lungo archivio ne è una prova. L’ho aperto quando il mondo cominciava ad accorgersene, prima che diventasse una moda, quando ancora ti sentivi un po’ strano a scrivere i fatti tuoi su internet.
Quasi tutti i miei conoscenti possiedono un msn space. Una sorta di blog non molto configurabile che ha però il vantaggio di avvisare tutti i contatti msn quando il blog viene aggiornato. Per questo sono un po’ affollati.
Ad avere un msn space è anche un personaggio di questo blog, il simpatico Mr. Penguin (che chiamo così senza cattiveria alcuna), malato di licealità, sempre davanti al liceo bicentenario, nonostante viva e studi Scienze Politiche a Milano. Questo suo blog divenne però troppo affollato e lui decise di aprirne uno su Splinder, lontano da occhi indiscreti, e diede il link a poche, intime, persone.
Ma, ahimé, una delle mie morbose passioni è cercare su internet, con chiavi di ricerca precise, blog di persone che hanno qualcosa a che fare con la mia vita, che ascoltano la mia stessa musica, che vivono nella mia città, che frequentano la mia scuola… capitai così su suo blog, un po’ stupita delle mie doti.
Il primo post di questo blog si presentava chilometrico, decisi così di passare in un secondo momento a leggere con calma, ma di lasciare, intanto, un commento. Un commento già c’era, era di una di quelle persone che avevano ricevuto il link, e fu leggendo questo commento che mi resi conto di cosa avevo fatto. Il commento diceva più o meno “Sono contento che tu abbia deciso di scrivere i tuoi pensiere lontano da msn. Qui resteranno segreti ai più, tranne all’Anita, che seguendo la parola “******” arriverà anche qui.”
Ecco cosa avevo fatto con le mie morbose chiavi di ricerca: avevo violato uno spazio, e non ci ero capitata per caso, ma, in qualche modo, “cercandolo”.
Lasciai il commento, un po’ titubante e passai ad una fase di profonda riflessione.
Il giorno dopo accennai la questione all’autore del primo commento che, ingenuamente, non si preoccupò del mio stato d’animo.
Passai allora a tediare una seconda persona, che per certo era a conoscenza di questo blog semi-privato. Ne parlai lungo tutto il Corso, e, di pomeriggio, anche su msn, lasciando per un momento da parte le discussioni idiote su universi tangenti pronti a collassare.
Poi, sempre su msn, fece la sua comparsa Mr. Penguin (che quel giorno non avevo trovato fuori da scuola, nonostante ne avessi bisogno), in collegamento da Milano.
Mi informò che mi aveva appena mandato un’e-mail. Fui un po’ sconvolta lì per lì… di cosa parlava in questa mail? Era una e-mail lunghissima e tenerissima, in cui mi spiegava la differenza fra socialisti e comunisti, con una adeguata trattazione storica… dopo averla letta velocemente gli parlai della storia del blog… e lui fu molto rassicurante, per nulla offeso.
A seguito di questo evento mi sono sentita, come dire, “in debito” verso queste persone che poco conoscevo e che ora si fanno conoscere tramite discorsi cretini su msn o post più o meno personali.
Sì, ci sto pensando veramente a dirgli del mio diario dalla camera oscura. Anche se così sarò meno libera di scrivere (ma per le cose private-private c’è sempre il mio fedele taccuino nero).
Perché diario dalla camera oscura? Perché la camera oscura è un posto piccolo e buio e nascosto a cui solo poche persone possono accedere, dove, quando ci entri, ti isoli un po’ dal mondo e perdi il senso del tempo, da dove escono le tue immagini e le tue emozioni.
Forse, dopo averle tanto elaborate è il momento di farle uscire.

Non subito ovviamente: prima devo capire se ne sono all’altezza, devo rileggere tutto, per capire se quello che ho scritto è troppo personale.
Perché finora ho detto di questo blog ad una sola persona, che è e rimarrà sempre molto importante.

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Della gita in Spagna della Terza Ci – Parte Terza
Scritto da verdeanita il gennaio 30th, 2006 | 1 comment

scritto con la vecchia¬† macchina da scrivere della nonna e passato allo scanner…
|parte prima| |parte seconda|


lettura propedeutica a questo post

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Scritto da verdeanita il gennaio 20th, 2006 | 1 comment

|parte prima|
Della gita in spagna della Terza Ci – Parte Seconda

Ovvero: Di come la Spagna diventò Francia

Per risparmiare sulla gita si decise di prenotare un volo low cost.
Venni a sapere così che il prezzo dei voli low cost è tendenzialmente lunatico. Un giorno il volo costa 100 euro, il giorno dopo lo stesso volo costa il doppio.
Per vari ritardi nella consegna dei bollettini, informazioni errate, e tante altre divertenti complicazioni, il volo non fu prenotato in tempo e il costo della gita passò da 365 euro a 470 euro.
Fu così che cominciarono i problemi.
Ma io ero veramente disposta a spendere quasi cinquecento euro, mezzo milione di vecchie e care lire, per passare cinque gioni con Loro?
Occhei, ero pur sempre con altra gente di gran lunga più simpatica, ma se percaso fossi capitata in camera con due di Loro?
Avrei parlato di O.C.? Del Grande Fratello?
Avrebbero abolito la mia musica? Sputato sui Jethro Tull?
Avrebbero preso in giro la mia solitudine, il mio taccuino nero, le telefonate eterne con il mio ragazzo trascendente?
Avrei sopportato tutto questo?
Ma soprattutto, avrei pagato così tanto per tutto questo? No. Non ci pensavo proprio.
E anche molti altri erano dello stesso parere.

Così la Spagna divenne Francia, l’Andalusia divenne Parigi e i 470 euro divennero 325.
Nessuno dei componenti delle due classi parla il francese.
I miei compagni hanno detto che gli stanno sul cazzo i francesi.
E comunque rifiuteranno di chiedere informazioni a qualche straniero (immigrato! negro!) che parla inglese.
Giorgiboy non ha intenzione di visitare la Torre Eiffel perchè fa cagare, secondo il suo supremo parere.

Occhei, 325 euro sono pochi. Occhei, si potrebbe fare.
– Ma non sei contenta, vero? – disse una vocina in fondo al mio cuore.
– Parigi? – risposi – Proprio lei? La meta che tenevo da parte per un viaggio importante? La città in cui sognavo di andare con persone speciali?
– Proprio lei.

[Esiste anche una terza parte, dove la situazione sembra risolversi. La posterò tra qualche giorno, appena avrò tempo. E poi ce ne sarà anche una quarta, dove tutto si sistemerà (spero). Saluti. Anita]

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